Il nostro guidoncino

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essere Lion

lunedì 11 giugno 2018

Il club nell'ambito del service del centenario ha donato al comune di Vigonza nella paese di Codiverno, due aule studio del centro culturale la "Città dei Ragazzi".

lunedì 7 maggio 2018

Abstracts delle tre migliori tesi di laurea sulle malattie rare VIII Edizione (2017/2018)

Premio nazionale delle tre migliori tesi di laurea sulle malattie rare  
VIII Edizione (2017/2018)

Abstracts delle tesi premiate


Primo premio:analisi dei microRNA su motoneuroni derivati da Cellule Staminali Pluripotenti Indotte (iPS) come terapia molecolare della SLA(dott.ssa Martina Locatelli, Università Degli Studi Di Milano)
La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni (MN) superiori e inferiori situati nel cervello e nel midollo spinale. La maggior parte dei casi di SLA si manifesta in modo sporadico, ma in una piccola percentuale di soggetti (circa il 10%) la malattia si trasmette all’ interno di una stessa famiglia, solitamente seguendo una modalità di trasmissione di tipo dominante ad elevata penetranza. Le cause e i meccanismi patogenetici responsabili della progressiva perdita di motoneuroni non sono ancora completamente noti, anche se le ultime ricerche sono concordi nell’indicare alterazioni a carico dell’RNA come possibile elemento chiave nella patogenesi della malattia. In particolare è emerso il ruolo dei micro-RNA (miRNA), piccoli frammenti di RNA non codificante implicati nella regolazione genica. Dato che i miRNA sono fondamentali per mantenere l’omeostasi neuronale, è stato ipotizzato che alterazioni della loro espressione possano giocare un ruolo chiave nell’ ambito di malattie neurodegenerative come la SLA. Questa tesi si pone quindi l’obiettivo di studiare il profilo di espressione dei miRNA nella SLA e di confrontarlo con quello di soggetti sani, in modo da portare alla luce eventuali disregolazioni di specifici miRNA e dunque delineare un pattern di espressione caratteristico della SLA. Per fare questo abbiamo prelevato fibroblasti cutanei da pazienti SLA e da soggetti sani, e li abbiamo riprogrammati in cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC). Quindi abbiamo differenziato le iPSC in MN maturi e abbiamo analizzato il profilo di espressione dei miRNA sia nelle iPSC che nei MN tramite analisi di next generation sequencing (NGS). Dato chi i miRNA non sono presenti solo all’ interno delle cellule, ma si ritrovano anche in molti fluidi corporei assemblati in microvescicole chiamate esosomi, abbiamo voluto isolare gli esosomi derivati dalle IPSC e dai MN, andando quindi ad analizzare il profilo di espressione dei miRNA all’ interno di tali vescicole. L’identificazione della disregolazione di specifici miRNA nella SLA potrebbe aiutare nel comprendere la patogenesi della SLA, introdurre nuovi marker diagnostici e aprire le porte a nuove frontiere terapeutiche per questa malattia attualmente incurabile. 

Secondo premioapprocci terapeutici sperimentali nella malattia di Duchenne (dott.ssa Maria Santaniello, Università di Genova)
Introduzione e Scopo dello Studio: Questa tesi intende affrontare l’argomento del trattamento della distrofia muscolare di Duchenne, malattia “rara”, ovvero patologia con prevalenza inferiore a 5 casi su 10.000 nati vivi. I farmaci dedicati a malattie rare sono detti “orfani” e possono avvalersi di speciali indicazioni legislative per divenire remunerativi per le industrie farmaceutiche. La DMD è una malattia ereditaria a trasmissione recessiva legata al cromosoma X causata da una mutazione del gene che codifica per la distrofina; la mancanza o l’azione incompleta della proteina indebolisce il sarcolemma e provoca una cascata di eventi che portano alla necrosi muscolare. La perdita di forza muscolare è progressiva: la maggior parte dei bambini diventa incapace di camminare tra i 10 e i 12 anni e la morte interviene per complicanze polmonari e cardiache verso la fine della seconda decade. Scopo di questo studio è stato individuare le strategie terapeutiche al momento disponibili e/o di prossima possibile commercializzazione, soffermandoci sulla strategia portata avanti dal Reparto di Neurologia pediatrica e Malattie muscolari del Gaslini di Genova. 
Materiali e metodi: Abbiamo suddiviso le varie strategie terapeutiche in: farmaci già in commercio o di prossima introduzione, cioè a) corticosteroidi, fino a poco tempo fa l’unica terapia disponibile; b)  ataluren, primo farmaco orale specificamente mirato alla patologia, per il ristretto gruppo di pazienti con mutazione non senso, deambulanti. La sua azione consiste nel superare il codone di stop prematuro con sintesi di una proteina funzionante; c) eteplirsen, approvato dalla FDA per i portatori di una delezione genica trattabile con lo skipping dell’esone 51. I farmaci in studio e sperimentazione clinica avanzata sono rappresentati da molecole come la più naturale epicatechina o rimeporide, mentre infine fra i farmaci in sperimentazione precoce si può citare gavinostat; a questa classe appartiene anche la strategia dell’inibizione del proteasoma, complesso proteolitico che entra in gioco nel danno muscolare in corso di DMD, che è stata pensata come possibile alternativa terapeutica dal gruppo del prof. Minetti. Con l’inibitore del proteasoma già in commercio sono stati effettuati inizialmente studi sull’animale per poi verificare l’effetto dell’incubazione di frammenti muscolari derivati da biopsie del quadricipite femorale di 8 pazienti DMD e 8 con la variante di Becker (DMB) della malattia. I frammenti sono stati esposti a concentrazioni di 1 e 10µM di bortezomib per 16 ore. Al termine dell’esposizione, sono stati analizzati con osservazioni di immunoistochimica e western blot (WB) per la distrofina, il β-destroglicano e l’α-sarcoglicano.
Risultati: Nei campioni DMB il trattamento con l’inibitore del proteasoma ha aumentato significativamente l’espressione in membrana di DYS,α-SG e β-DG in tutti i pazienti, in quelli DMD ha incrementato l’espressione di α-SG e β-DG in 6/8 pazienti e di DYS in 6/8 pazienti all’immunoistochimica, ma l’esame WB non ha purtroppo confermato l’incremento. I due pazienti che non hanno risposto al trattamento mostravano un severo danno muscolare con un’alta sostituzione delle fibre muscolari con tessuto fibrotico-grasso.
Conclusioni: Questa tesi ha affrontato un particolare problema relativo all’introduzione sul mercato di farmaci destinati a patologie “rare”, ovvero condizioni potenzialmente mortali o cronicamente debilitanti che colpiscono non più di 5/10.000 soggetti. Negli ultimi anni il Parlamento europeo ha adottato uno specifico regolamento che ha incentivato le industrie del farmaco alla ricerca su queste patologie; ciò è in parte responsabile di questa interessante fioritura di trattamenti.

Terzo premioNuove prospettive nella DMD: il ruolo della distrofina nella netosi (dott.ssa Lisa Lerjefors, Università di Padova)
Presupposti dello studio. La distrofia muscolare di Duchenne (DMD) è una malattia neuromuscolare legata al cromosoma X, causata da mutazioni del gene DMD, codificante per la proteina distrofina. La distrofina, è una proteina espressa in numerosi tessuti, ma la sua assenza comporta problemi soprattutto dal punto di vista muscolare. I bambini affetti da DMD nascono apparentemente sani, ma intorno ai 3-4 anni solitamente si rende evidente il deficit di forza caratterizzato da cadute frequenti, difficoltà nella corsa e nell’alzarsi da terra.  Il deficit di forza è progressivo e compromette la funzionalità motoria del bambino, interessando prima la muscolatura prossimale e poi quella distale, senza risparmiare muscolo cardiaco e diaframma. La deambulazione autonoma viene persa intorno ai 10-15 anni, e l’aspettativa di vita è ridotta per complicanze respiratorie e cardiache. Attualmente l’unica terapia farmacologica largamente utilizzata per rallentare la malattia sono i glucocorticoidi. Una terapia risolutiva è ancora mancante nonostante siano in atto molti studi clinici. La distrofia muscolare di Becker (BMD) è una forma allelica clinicamente più mite, causata da mutazioni che permettono l’espressione parziale di distrofina.Nel tessuto muscolare distrofico ha luogo una risposta infiammatoria secondaria che coinvolge diverse cellule del sistema immunitario, principalmente macrofagi e linfociti. I neutrofili sembrano coinvolti soprattutto nelle fasi iniziali del processo distrofico. Un’arma che i neutrofili possono utilizzare nell’infiammazione è la NETosi, termine derivato dall’acronimo Neutrophil Extracellular Traps e dall’analogia con i termini necrosi e apoptosi, che descrivono altri tipi di morte cellulare. Infatti, la NETosi è una forma di morte cellulare programmata con rilascio di reti di acidi nucleici e proteine battericide. La NETosi è stata largamente studiata nelle malattie infettive e nelle malattie autoimmuni, mentre mancano studi su un eventuale ruolo della NETosi nelle distrofie muscolari, che si può ipotizzare vista l’importanza dell’infiammazione nei processi patologici in atto nel tessuto muscolare distrofico.
Scopi dello studio. Lo scopo iniziale dello studio è stato valutare l’entità della NETosi nei neutrofili dei pazienti con distrofia muscolare di Duchenne. I risultati dei primi esperimenti ci hanno quindi portato ad un altro interrogativo, ossia se la distrofina potesse essere coinvolta nel processo della NETosi, e se la sua assenza potesse in qualche modo comprometterla. 
Materiali e metodi. La valutazione della NETosi è stata eseguita su neutrofili isolati da sangue di pazienti affetti da distrofia muscolare di Duchenne (DMD) e distrofia muscolare di Becker (BMD) e di soggetti sani (controlli), e stimolati con PMA e ionomicina, due sostanze che inducono due tipi diversi di NETosi. Per misurare la NETosi è stato quantificato il rilascio di DNA dai neutrofili con l’utilizzo di fluorofori diretti contro gli acidi nucleici; in più, per confermare che si trattasse veramente di NETosi, è stata eseguita la ripresa live al microscopio dei neutrofili soggetti a netosi. Per verificare se la distrofina fosse espressa dai neutrofili ed individuare quali isoforme fossero espresse, sono stati eseguiti esperimenti di RT-PCR e sequenziamento del cDNA e immunofluorescenza con anticorpi anti-distrofina su neutrofili di un donatore sano.
Risultati.L’entità della NETosi è risultata marcatamente e significativamente più bassa nei neutrofili dei soggetti affetti da DMD e BMD rispetto a quelli dei soggetti sani, sia nel caso delle cellule stimolate con PMA sia di quelle stimolate con ionomicina. La RT-PCR e il sequenziamento dell’amplificato non hanno dimostrato la presenza di distrofina full-length nei neutrofili, mentre sembra che sia presente l’isoforma a basso peso molecolare Dp71, costituita dal dominio C-terminale. Con immunoistochimica, la distrofina e l’-, - e -sarcoglicano appaiono essere presenti a bassissimo livello ed in maniera discontinua alla periferia dei neutrofili e ad elevata concentrazione nel citoplasma di alcuni neutrofili, con livelli variabili.
Discussione.I risultati dei nostri esperimenti suggeriscono che l’assenza o la riduzione di distrofina comportino una importante riduzione della capacità di eseguire la NETosi da parte dei neutrofili. Non è chiaro quale sia il collegamento tra le mutazioni genetiche dei nostri pazienti e la riduzione della NETosi, infatti tali mutazioni portano ad un difetto di produzione della isoforma full-length della distrofina, che non sembra essere presente nei neutrofili. Per giungere ad una piena comprensione dei meccanismi che sottendono questi risultati, sono necessari ulteriori studi. Tuttavia, i nostri dati espandono lo spettro del coinvolgimento multisistemico delle distrofinopatie, a includere anche la risposta immunitaria innata, e suggeriscono nuovi aspetti riguardo i meccanismi molecolari della NETosi.

CERIMONIA DI CONSEGNA DELLE BORSE DI STUDIO ALLA PRESENZA DEL  GOVERNATORE DEL DISTRETTO 108TA3 E DEL SINDACO DELLA CITTA' DI VIGONZA




LE VINCITRICI DELL'VIII°
EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE "LE MALATTIE RARE"

lunedì 23 aprile 2018

ECCO I VINCITORI DEL PREMIO PER LE MIGLIORI TESI SULLE "MALATTIE RARE " ANNO 2018

La commissione valutativa delle tesi di laurea ha terminato i suoi lavori con i seguenti risultati:
1° vincitore:
Martina Locatelli (Università di Milano);
2° vincitore:
Maria Santaniello (Università di Genova);3° vincitore: Lisa Lerjefors  (Università di Padova).

Vi aspettiamo il 6 maggio al Castello dei da Peraga a Vigonza (PD) per la Cerimonia di consegna delle Borse di Studio

venerdì 23 marzo 2018

Comunicazione di servizio: PREMIO MIGLIORE TESI SULLE "MALATTIE RARE"

Si avvisa che la premiazione del concorso avverrà in data 6 maggio 2018.
Solo coloro che saranno proclamati VINCITORI  saranno avvisati a cura del Prof. Baggio entro la fine del mese di aprile e  invitati alla cerimonia.
Lions Club Vigonza 7 Campanili

mercoledì 18 ottobre 2017

giovedì 28 settembre 2017





The International Association of Lions Clubs
Distretto 108 Ta-3
LIONS CLUB VIGONZA - 7 CAMPANILI (Padova)
Service Distrettuale “Malattie Rare”

Concorso nazionale “MALATTIE RARE” – VIII Edizione


Il Lions Club Vigonza – 7 Campanili, con la partecipazione dei Lions Clubs di Camposampiero, Cittadella, Mestrino, Padova Graticolato Romano, Padova Carraresi, Padova Certosa, Padova Gattamelata, Padova Ruzzante, Padova San Pelagio, Padova Tito Livio, Piazzola sul Brenta, Rubano Rubanius e S. Stino di Livenza Liquentia, istituisce tre premi di 2.000, 1.000 e 500 Euro per le tre migliori tesi di laurea nel campo delle “Malattie Rare”.
Possono partecipare i laureati (Laurea magistrale o a ciclo unico), gli specializzati o dottori di ricerca che abbiano svolto la tesi sulle Malattie Rare nell’anno solare 2017.
I premi verranno assegnati, nel mese di maggio 2018, previa selezione operata da una commissione costituita da esperti nella disciplina del concorso.
         Coloro che intendono partecipare devono inviare:
1.     tre copie della tesi di laurea, specializzazione o dottorato svolta dal candidato e relativo abstract;
2.    copia fotostatica di un documento di riconoscimento in corso di validità;
3.    copia del certificato di laurea / del titolo di dottore di ricerca o specialista;
4.    copia del curriculum vitae e studiorum;
5.    dichiarazione del consenso al trattamento dei dati contenuti nel curriculum ai soli fini dell’elaborato per il concorso, ai sensi del D.L. 196/2003;
6.    un recapito prescelto per la corrispondenza;
7.    autorizzazione alla pubblicazione sul sito del club dell’abstract della tesi inviata.
          La domanda di partecipazione con i documenti allegati va inviata entro il 15 Febbraio 2018 al seguente indirizzo: Studio Rag. Adami Roberto – Piazzetta Primo Modin n. 12 CAP  35129 Padova.
          
           Il Presidente                                                  Officer Distrettuale “Malattie rare”
     Dr. Stefano Toffanin                                                        Prof. Bruno Baggio    

web:    http://lionsclub-vigonza7campanili.blogspot.it   e siamo presenti su Facebook e Instagram
e-mail:   baggiobruno@virgilio.it            























mercoledì 9 agosto 2017

venerdì 26 maggio 2017

Premio nazionale delle tre migliori tesi di laurea sulle malattie rare 
VII Edizione (2016/2017)

Abstracts delle tesi premiate

Primo premio: Costruzione ed implementazione di un pannello di Next-Generation Sequencing per la diagnosi delle malattie neuromuscolari” (dr. Mattia Marchesi - Università di Brescia) 
La diagnosi delle distrofie muscolari nell’adulto rappresenta una sfida, a causa dell’elevato numero di entità patologiche che possono spesso presentare fenotipi simili e della scarsa specificità dell’esame obiettivo e, a volte, della biopsia  muscolare. Con il termine di Distrofie dei Cingoli o Limb-Girdle Muscular Distrophies (LGMDs), si indica una serie di patologie neuromuscolari, geneticamente determinate, causate da deficit di specifiche proteine espresse all’interno delle fibre muscolari e caratterizzate da debolezza e deperimento ipotrofia della muscolatura prossimale degli arti e di quella del tronco. (Filosto et al, 2015). L’incidenza per tutte le forme di LGMD varia da 1 ogni 14500 ad 1 ogni 123000 abitanti (van der Kooi et al, 1996; Urtasun et al, 1998). Basandosi su queste valutazioni, la frequenza di portatori nella popolazione generale potrebbe essere stimata intorno a 1:211 (Pegoraro and Hoffman, 2000). La sintomatologia tipica di queste malattie è caratterizzata da ipostenia prossimale (Lo et al, 2008), faticabilità muscolare con intolleranza allo sforzo, mialgie e crampi.L’attuale classificazione delle LGMD distingue due grandi classi di patologie, sulla base della modalità di trasmissione:
-     le LGMD1 (ad oggi descritti 8 sottotipi) a trasmissione autosomica dominante, che rappresentano circa il 10% di tutte le LGMD, con esordio in età adulta e fenotipo clinico più lieve;
-     le LGMD2 (ad oggi descritti 22 sottotipi) a trasmissione autoosomica recessiva, con esodio imn età infantile e fenotipo clinico severo. (Nigro et al, 2011).
Le alterazioni genetiche sono caratterizzate da un’elevata variabilità interindividuale. Anche all’inteno della stessa famiglia, una stessa mutazione può dare fenotipi differenti (da forme a- o paucisintomatiche, a forme atipiche), in conseguenza della variabilità quantitativa e qualitativa dei diversi trascitti.Tutto questo rende la diagnostica di tali distrofie particolarmente difficile. Per tale motivo si necessita di un’analisi genetica ad ampio spettro che permetta di caratterizzare geneticamente ciascun paziente e di individuare le mutazioni causative, per approfondirne successivamente gli aspetti eziopatogenetici. Il nostro studio si è posto come obiettivo quello di rispondere a tale necessità tramite la costruzione di un pannello di Next Generation Sequencing che indagasse i geni associati all’insorgenza di distrofia dei cingoli. Questa classe di malattie neuromuscolari rappresenta il 6,46% delle distrofie muscolari (Norwood et al, 2009) e si presenta con fenotipi spesso tra loro similari, sia pure con aspetti di variabilità, rappresentando uno dei maggiore problemi di diagnostica differenziale per il neurologo clinico. Al Centro per le Malattie Neuromuscolari della Clinica Neurologica degli Spedali Civili afferisce, ogni anno, un elevato numero di pazienti con sospetto clinico o laboratoristico di una malattia muscolare. In questo studio, sono stati selezionati sulla base di criteri clinici e bioumorali 31 pazienti, di cui 20 uomini (64,5%) ed 11 donne (35,5%), tra i 20 ed i 75 anni, con segni clinici e patologici di un processo miopatico, nei quali non era stato possibile, sino ad allora, raggiungere una definitiva diagnosi. In particolare, lo studio istologico della biopsia muscolare ha evidenziato alterazioni di un processo patologico specifico (distrofico) solamente nel 19% dei casi, mentre nel restante 81% erano presenti anomalie miopatiche non specifiche di vario grado ed entità. In entrambi i gruppi di pazienti, l’analisi immunoistochimica utilizzando anticorpi diretti contro le principali proteine coinvolte in forme distrofiche dell’adulto non ha permesso, nella maggior parte dei casi, di migliorare l’efficacia diagnostica, essendo risultato normale nell’87% dei casi. Allo scopo di migliorare la resa diagnostica nei pazienti affetti da malattie neuromuscolari afferenti al nostro Centro, è stata instaurata una stretta collaborazione con l’Istituto di Medicina Molecolare “A. Nocivelli”, Laboratorio di genetica e citogenetica, degli Spedali Civili di Brescia, ed è stato sviluppato un sistema di analisi genetica su piattaforma Ion Torrent PGM atto ad analizzare contemporaneamente 27 tra i geni correlati alle distrofie dei cingoli. Il pannello da noi costruito fornisce una copertura teorica del 99,92% del totale delle sequenze dei geni studiati, mentre la copertura effettiva dopo l’analisi dei dati, si è rivelata essere del 91,93% del totale. Successivamente al processo di costruzione del pannello in modo tale da ottenere la massima copertura possibile delle regioni geniche di interesse, il punto nodale del lavoro è stata l’analisi dei dati ottenuti. Il sistema fornisce contemporaneamente, per ogni paziente, una media di quasi 200 variazioni e necessita un attento processo di analisi e validazione delle singole varianti per discernere quelle probabilmente o certamente patogenetiche dai polimorfismi neutrali. A tale scopo, sono state innanzitutto escluse a priori le mutazioni sinonime, ovvero quelle che non comportano sostituzione amminoacidica, e sono state analizzate le varianti con effetto sulla composizione amminoacidica della catena polipeptidica. Per ogni gene sono state prese in considerazione le modalità di trasmissione della malattia ad esso correlata in modo da fermare l’attenzione su varianti eterozigoti nelle forme dominanti e su varianti omozigoti o in eterozigosi composta nelle forme ad ereditarietà recessiva.
Poiché il sistema di NGS su PGM ha il limite di non riuscire, di base, ad identificare estese delezioni che potrebbero rendere ragione di malattia di per sé o in associazione a una variante eterozigote, l’ulteriore implementazione del sistema diagnostico prevedrà, nel breve termine, lo sviluppo di un sistema di analisi che permetta di coprire anche questo importante aspetto metodologico e diagnostico. Un ulteriore ed importante elemento di analisi è stata la valutazione della frequenza allelica delle varianti. Le distrofie dei cingoli sono patologie rare per le quali si riporta una frequenza generale di 1:14500-1:123000 affetti nella popolazione. Le varianti ad esse correlate hanno pertanto  frequenze alleliche basse e  tale parametro può essere di grande aiuto nel definirne la possibile patogeneticità. A tal proposito, un elemento importante è la valutazione dell’eterozigosi composta (presente in diversi dei nostri pazienti), situazione caratterizzata dalla combinazione di due varianti differenti sui due alleli, una delle quali spesso con frequenza allelica molto bassa  e l’altra con frequenza allelica maggiore. Il parametro fondamentale per la valutazione della patogeneticità è stata la severità degli effetti della variante sulla capacità funzionale della proteina. A tal proposito, abbiamo utilizzato diversi software i quali, basandosi sulla letteratura e su modelli matematici e proteici esistenti, sono in grado di predire l’entità del danno determinato dal cambio amminoacidico in una specifica proteina. Per quanto il risultato dei software di predizione non sia sempre univoco, specie in caso di varianti “deboli” (in questi casi, abbiamo riscontrato frequente disaccordo tra modelli predittivi differenti), in presenza di modificazioni significative nella struttura proteica, la concordanza tra i vari sistemi di predizione è risultata molto elevata.
Nel complesso, il lavoro svolto ha permesso di effettuare diagnosi nel 22,5% dei casi privi di diagnosi dopo lo studio mediante metodiche convenzionali, percentuale che sale al 67,7% considerando i casi per i quali almeno una variante deleteria è stata trovata e per i quali il completamento del sequenziamento si presume porti diagnosi. I fenotipi dei pazienti in cui la diagnosi è risultata certa non sono dissimili, nella loro variabilità, da quelli riportati in letteratura in associazione con i rispettivi geni mutati. Il confronto tra le mutazioni potenzialmente patogenetiche identificate nel nostro studio con quanto già noto in letteratura ha evidenziato come molte delle variazioni riscontrate nei nostri casi non siano ancora state riportate.  Per parte di queste ultime, sarà verosimilmente necessario un processo di ulteriore valutazione mediante analisi del danno funzionale correlato in sistemi in vitro. Tale dato conferma ancora una volta come la resa finale del processo diagnostico per le distrofie dei cingoli sia, in generale, molto bassa utilizzando le procedure convenzionali. Considerata l’entità dell’incremento della resa diagnostica mostrata dal nostro studio, riteniamo che i tests NGS debbano essere ormai considerati parte integrante e necessaria del processo diagnostico “di routine”

Secondo premio: “Drosophila melanogaster as a model to study in vivo the functional role of Transposable Elements (TE) in Huntington’s Disease pathogenesis” (dr. Francesco Liguori - Sapienza Università di Roma).
La malattia di Huntington è una patologia autosomica dominante, a insorgenza tardiva, causata dall’espansione della tripletta CAG all’interno del primo esone del gene IT15, che codifica per la proteina Huntingtina. Il gene wild-type presenta un numero di ripetizioni della tripletta CAG da 6 a 35, mentre in condizioni patologiche il trinucleotide è ripetuto dalle 36 alle 150 volte, determinando un eccesso dell’aminoacido glutammina all’estremità N-terminale dell’Huntingtina e causando la formazione di aggregati insolubili, accumulo e citotossicità. Disfunzione motoria progressiva e declino cognitivo sono i sintomi che maggiormente caratterizzano questa patologia, che conduce alla morte dopo circa 15-20 anni dall’insorgenza. Drosophila melanogaster è un ottimo modello per lo studio della malattia di Huntington, e in generale per tutte le malattie neurodegenerative, poiché i principali sintomi della patologia (aumento della neurotossicità, neurodegenerazione progressiva e morte precoce) possono essere ricapitolati in linee di moscerini transgenici.In particolare, considerate le evidenze sperimentali riportate nella più recente letteratura scientifica, relativamente ad una copiosa attività di trasposizione somatica nel cervello e al conseguente coinvolgimento degli elementi trasponibili in diverse patologie neurologiche, le ricerche, gli esperimenti e i relativi risultati sono stati realizzati con lo scopo di verificare se i trasposoni fossero coinvolti anche nella patogenesi della Malattia di Huntington e se la loro attivazione potesse in qualche modo partecipare alla neurotossicità indotta dall’accumulo di glutammina.Indagini preliminari sono state condotte anche in relazione al meccanismo di Repeats-Associated Non-ATG (RAN) translation al fine di capire se determinate proteine chiave coinvolte nel processo di traduzione, potessero avere un ruolo nella patogenesi della malattia di Huntington.

Terzo premio:“Sindrome da deficit di GLUT1: analisi molecolare del gene SLC2A1 nella definizione diagnostica in una ampia coorte di pazienti pediatrici con caratteristiche cliniche eterogenee” (dr. Stefano Ciardullo - Università di Milano-Bicocca).
La sindrome da deficit di GLUT1 (GLUT1DS) è una sindrome neurologica dovuta all’alterato trasporto di glucosio ai neuroni cerebrali. La causa di tale sindrome è riconducibile nell’85% dei casi ad una mutazione loss-of-function nel gene SLC2A1 che codifica per il trasportatore del glucosio GLUT1. Il quadro clinico di questa sindrome è stato inizialmente descritto come encefalopatia epilettica ad esordio nel primo anno di vita associata a ritardo psicomotorio ed altri segni neurologici come atassia e distonia. Lo spettro clinico della sindrome è stato poi progressivamente ampliato e la visione corrente è quella di una sindrome caratterizzata da diverse associazioni di: epilessia, disturbo del movimento, microcefalia acquisita, distonia, atassia, ritardo psicomotorio, disabilità intellettiva e cefalea. Data la mancanza di criteri clinici universalmente condivisi per l’esecuzione dell’analisi molecolare del gene SLC2A1 lo scopo di questo studio è stato quello di identificare in quali condizioni cliniche la richiesta del test genetico risulti pertinente. Per questo scopo sono stati valutati e classificati i principali dati clinici di una numerosa popolazione di soggetti sottoposti ad indagine genetica nel sospetto di GLUT1DS (350 soggetti) e sono state paragonate le caratteristiche cliniche dei casi mutati rispetto a quelli risultati negativi, al fine di identificare i principali fenotipi associati al difetto genetico.
Metodi
È stata valutata la storia clinica dei pazienti per cui è stata effettuata l’analisi molecolare del gene SLC2A1 presso il laboratorio di genetica dell’Istituto Neurologico Carlo Besta tra il 2009 e il 2016. È stata quindi paragonata la distribuzione delle caratteristiche cliniche presentate dai pazienti risultati positivi al test e dai pazienti risultati negativi.
Risultati
Sono risultati positivi al test genetico 14 pazienti su un totale di 350 analizzati (4%). Rispetto ai casi risultati negativi, i pazienti mutati presentano più frequentemente microcefalia, hanno esordito con epilessia ad età inferiore, presentano più frequentemente un disturbo parossistico del movimento e l’associazione di un disturbo parossistico del movimento ed epilessia.
Dei casi mutati, il 38,5% ha presentato epilessia nel primo anno di vita, il 15,4% ha esordito con assenze precoci ed il 15,4% presenta una forma di epilessia con assenze farmacoresistente.
Discussione e conclusione
In base ai risultati ottenuti abbiamo potuto identificare quali aspetti fenotipici sono più frequentemente associati alla mutazione del gene SLC2A1. Vengono quindi definite indicazioni al test genetico la presenza di: epilessia ad esordio nel primo anno di vita; epilessia con assenze ad esordio precoce e caratteristiche atipiche e/o farmacoresistenza; epilessia con assenze farmacoresistenti; discinesie parossistiche e l’associazione di discinesie parossistiche ed epilessia.




lunedì 22 maggio 2017



Simone premia il vincitore del primo premio migliore tesi "Malattie rare 2017"

mercoledì 3 maggio 2017

PREMIO NAZIONALE TESI DI LAUREA "MALATTIE RARE" anno 2017

“Premio nazionale tesi di laurea “malattie rare”
Lions Club Vigonza
 I vincitori della VII° Edizione (anno 2017)

Primo premio (2000,00 Euro): dr. Mattia Marchesi (Università di Brescia) con la tesi: “Costruzione ed implementazione di un pannello di Next-Generation Sequencing per la diagnosi delle malattie neuromuscolari”.

Secondo premio (1000,00 Euro): dr. Francesco Liguori (Sapienza Università di Roma) con la tesi: “La Drosophila melanogaster come modello per lo studio in vivo del ruolo funzionale degli elementi trasponibili nella patogenesi della malattia di Huntington”.

Terzo premio (500,00 Euro): dr. Stefano Ciardullo (Università di Milano-Bicocca) con la tesi: “Sindrome da deficit di GLUT1: analisi molecolare del gene SLC2A1 nella definizione diagnostica in una ampia coorte di pazienti pediatrici con caratteristiche cliniche eterogenee”.


La consegna dei premi, alla presenza delle autorità lionistiche del Distretto, avverrà domenica 21 maggio 2017, alle ore 10.30, presso la sala consiliare del Comune di Vigonza, Castello da Peraga, Peraga di Vigonza, Via Arrigoni 1.

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